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A tu per tu con Sergio Machella

17-02-2018 14:43 - News
Questa settimana andiamo a conoscere meglio Sergio Machella, preparatore fisico della Rossella e del settore giovanile, a Civitanova ormai da cinque anni.
Sergio partiamo da lontano: quando hai deciso di voler fare questo mestiere? Pensavi fin dall´inizio al basket?
"In realtà sto ancora decidendo se fare questo mestiere... il mio corso di studi mi ha portato a farlo come secondo lavoro oltre all´insegnamento nelle scuole. Il basket è venuto per caso, dopo la laurea ho fatto diversi corsi su molti sport ma il basket è quello che mi ha colpito di più a livello di formazione e preparazione. Ho iniziato a Recanati, la mia città, e poi la mia avventura è approvata a Civitanova. Sicuramente poter fare anche questo mestiere è stato il coronamento di un sogno e di un percorso che ho iniziato all´università."
Una tua grande passione è il triathlon, quali sono state le tue soddisfazioni maggiori e quali i prossimi obiettivi o impegni? Hai fatto anche altri sport in passato?
"Mi piacciono molti sport, sono cresciuto con la pallanuoto e ho avuto anche il piacere di levarmi qualche soddisfazione in serie c, poi dopo l´università ho deciso di proseguire con la corsa, ma dopo un infortunio in una 100km mi sono buttato sul triathlon: sapevo già nuotare, ho dovuto solo comprare la bicicletta. La più grande soddisfazione è stata sicuramente completare un Iron Man, la distanza regina del triathlon con 3.8 km di nuoto, 180 km di bici e una maratona (42.1km). Finire quella gara è stata anche una grande rivincita personale perché venivo da un momento molto difficile; è quello che cerco di passare ai ragazzi che alleno, cioè che lo sport possa essere uno strumento di affermazione e rivalsa personale, anche se non lo si pratica a livello professionistico.
Quest´anno non mi do obiettivi perché a causa degli impegni non riesco ad allenarmi con la costanza necessaria per le lunghe distanze, ma rimango pronto nelle distanze olimpiche. Il prossimo futuro si vedrà!
"
Quali sono gli aspetti che ritieni fondamentali per la crescita fisica di un ragazzo?
"Secondo me sono consapevolezza e determinazione. Consapevolezza perché vedendo i ragazzi sia a scuola che nei campi da gioco vedo sempre di più che i ragazzi hanno meno coscienza di quello che fanno; a questo aggiungo la minor determinazione dovuta all´aver sempre tutto troppo facilmente raggiungibile, ahimè spesso per colpa di noi genitori. Il processo di crescita è molto lungo e richiede di percorrere molti piccoli step, purtroppo alcune tendenze di oggi portano a voler bruciar le tappe rischiando di fallire la riuscita finale.
"
Ultime due domande sulla Rossella: dal tuo punti di vista cosa è andato storto nelle ultime partite? Sei soddisfatto della condizione fisica che i ragazzi hanno avuto nel corso della stagione?
"Sono molto soddisfatto di come i ragazzi rispondono agli stimoli, la condizione fisica è solo un aspetto della prestazione (tecnico, mentale, motivazionale) e secondo me se ne può parlare solo quando si può misurare analiticamente isolando ogni aspetto, come per esempio negli sport individuali. Nel basket si danno spesso giudizi sulla "condizione fisica" ma per me non sono attendibili, non li ho mai fatti e per fortuna lavoro in uno staff che non giudica la condizione in maniera così semplicistica.
Riguardo le ultime partite, sicuramente la dipartita di Tessitore ha un po´ scombussolato la squadra, anche dal punto di vista fisico con minutaggi maggiori. Non è sicuramente l´unica causa, come dicevo prima i fattori di una prestazione sono diversi e si autoinfluenzano; se diventano tutti negativi capita di perdere anche quelle partite che sulla carta sarebbero alla portata. Comunque con Senigallia si è visto anche un importante moto di orgoglio e abbiamo perso solo all´ultimo secondo, la squadra è viva e ci possiamo togliere ancora qualche soddisfazione.
"


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